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MEDITAZIONI ESTIVE

Si trova di tutto in questi giorni  d'estate in merito alla meditazione: una Babele di proposte che intenderebbero indicare il modo di ritrovare se stessi e che altro non sono che semplici attività finalizzate al benessere psicofisico.
Ritiri in casolari vicino al fiume, meditazioni nella terra di San Francesco, tantra di risveglio e bagni benefici, meditazione e liquidi purificatori, meditazione per avere successo o per "realizzare il tuo vero sogno"... e così via.
Basterebbe chiamare le cose come stanno senza aggiungerci niente che voglia essere "spirituale" e tutto sarebbe chiaro. Perché creare confusione?

Spitualità ed economia

Cosa c'entra la spiritualità con l'economia? Sembrano così lontano, ma è proprio così? Oggi molti parlano di crisi economica ma come giustamente sottolinea Gino Strada si tratta di un problema di ingiustizia sociale: c'è chi possiede molto e troppo e chi poco o niente. Questo ha a che fare con la spiritualità? Si può forse pensare all'economia come un ente astratto sconnesso da ciò che siamo come essere umani? Non è forse una semplice espressione e il riflesso del nostro stato  di coscienza? Gli economisti parlano, senza rendersi conto delle implicazioni profonde di ciò che dicono, di essere competitivi, di aumentare i consumi, di conquistare mercati, di essere concorrenziali come se tutto questo fosse neutro ed indifferente sul piano dei rapporti umani e nel rapporto con la natura. 

Meditazione,meditazione,meditazione...

Fra poco riapriamo la Sala di Meditazione...perchè? A volte mi chiedo se ha senso presentare tante attività o se non sia meglio starsene quieti e se qualcuno lo chiede iniziare un dialogo a partire dalla propria esperienza. In fondo non abbiamo niente da insegnare, la nostra non è una scuola con i suoi programmi e la sua didattica. Tutto ciò che proviamo a fare è indicare da dove si origina la sofferenza più profonda e questo non lo si può intendere finchè non si ha un barlume sulla nostra vera natura.

Yoga cristiano?

Di primo acchito può suonare stonata la frase "Yoga cristiano" perchè siamo abituati a separare, distinguere le tradizioni spirituali piuttosto che vederne il fondo comune. Ma ha senso parlare di yoga cristiano? Lascio la parola ad Antonia Tronti che, in un articolo comparso sul n°122 della rivista Appunti di viaggio, dà un senso profondo a questa affermazione. Se yoga è unificazione, unione, così argomenta Antonia, Gesù può essere considerato una sorta di maestro yogico. Ecco cosa dice Antonia: "Gesù è stato un maestro di non-dualità. Ha mostrato l' insensatezza di certe dualizzazioni di cui la nostra vita e ,soprattutto, la nostra "idea della vita" è impregnata:

Meditare o non meditare?

"The seeker is dead!", colui che cerca è morto, così Jeff Foster va dritto alla questione delle pratiche spirituali. Finchè c'è un io che pratica, che medita per raggiungere qualcosa c'è dualismo. C'è l 'idea che dobbiamo fare qualcosa per raggiungere in futuro la cosiddetta illuminazione. Eppure, ed ecco il paradosso, se non si cerca non si riesce un giorno a fermarsi:

La semplicità di Byron Katie

"Perfezione è un altro nome per realtà"..."Questa tazzina da caffè scheggiata sul tavolino: com'è bella se la guardi semplicemente,senza nessun pensiero su come dovrebbe essere". Ecco poche parole da "Mille nomi per la gioia" di Byron Katie. 
E' semplice tutto questo, no? Eppure la ricerca spirituale sembra per molti tortuosa, tutta tesa a cercare questa "benedetta illuminazione".
Si cerca, si cerca, si cerca e poi un giorno puoi realizzare che non c'è niente là, fuori di te, che devi cercare e neanche dentro di te.

"Non attaccarti a me" dice la Vita

"Quando la vita morde ti sta dicendo non attaccarti a me", queste semplici parole di Mooji indicano un percorso molto semplice ma non per questo privo di difficoltà.
L'ego non molla la sua presa,l'attaccamento a questo e quello è il modo usuale di stare nel mondo. Quelle parole non sono una teoria sulla vita, vanno incarnate onestamente nel nostro quotidiano quando viviamo ciò che chiamiamo una "disavventura".

Eremo dal silenzio

L'esperienza dei giorni, dello stare, di quel lento andare dentro la vita.
Senza pretesa di completezza, un semplice aderire al presente.
Da questo atteggiamento, nel tempo, è sorto Il Sentiero contemplativo, uno sguardo e un modello interpretativo sulla realtà interiore, sull'altro, sulla vita.
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