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RITIRI SILENZIOSI NELLA NATURA

Ritirarsi nella natura è importante anche se è vero che possiamo realizzare ciò che siamo in qualsiasi luogo. La realizzazione della nostra vera natura non dipende certo da un luogo, anzi bisogna liberarsi completamente dall'idea che ci siano posti particolari deputati alla ricerca spirituale. Eppure immergersi nella natura può essere di aiuto a chi è abituato a stare nella vita solo con la testa. Un albero, una pianta, una roccia, un uccello non giudicano, non pensano sono semplicemente lì a testimoniare una presenza, il semplice fatto di esserci. Se sappiamo sintonizzarci su questo la nostra mente può essere riassorbita in questo senso di essere libera da pensieri, giudizi e valutazioni. Non è certo automatico che essere nella natura porti a questo abbandono del mentale, ci sono persone che comunque tendono a voler appropriarsi di una pianta o a voler per forza dargli un nome come se questo desse il senso di conoscere meglio qualcosa.

Meditare con la matita

Keti è un'artista autentica, semplice, modesta. L'arte è una meditazione per lei, un operare, un fare in cui l'ego si ritira. L'incisione, il disegno, ciò che nasce dalla  "sua"creatività non è suo. E' in questo spirito che ci propone un incontro di disegno dal vero.

La tradizione contemplativa cristiana

Nel mondo cattolico si incontrano ancora molte resistenze ad avvicinarsi alla meditazione e alla contemplazione. C'è ancora un pregiudizio diffuso che siano "pratiche orientali" che possano allontanare dal messaggio di Gesù o che possano distogliere dal "servizio verso gli altri". Di fatto le cose non stanno così. Nell'ambito del cristianesimo esiste una tradizione "mistica" molto bella e di profondo spessore spirituale che purtroppo tanti cattolici non conoscono. A parte i grandi come Meister Eckhart, Taulero, Suso, Margherita Porete,Cusano, forse non si sa che proprio qui nelle Marche la tradizione contemplativa ebbe una certa importanza nella sua espressione "quietista".

Meditazione,meditazione,meditazione...

Fra poco riapriamo la Sala di Meditazione...perchè? A volte mi chiedo se ha senso presentare tante attività o se non sia meglio starsene quieti e se qualcuno lo chiede iniziare un dialogo a partire dalla propria esperienza. In fondo non abbiamo niente da insegnare, la nostra non è una scuola con i suoi programmi e la sua didattica. Tutto ciò che proviamo a fare è indicare da dove si origina la sofferenza più profonda e questo non lo si può intendere finchè non si ha un barlume sulla nostra vera natura.

Emeric: arte e contemplazione

Dal caldo torrido entro nella casa di Corinaldo dove ha abitato l'amico Emeric, accolto da sua moglie. Nella semioscurità della cucina l'altarino a cui tutte le mattine si rivolgeva Emeric. Intorno oggetti, quadri a testimoniare la  sua semplicità! Nel silenzio accolgo questa presenza accompaganto dalle parole amorose di Tamara che mi ricorda di lui.

La Natura in noi, noi nella Natura

Dal piccolo eremo di Boscopace si può salire in pochi minuti fin su il monte. In cima, un campo pieno di fiori di elicriso,di fronte il monte Catria e altri monti di cui non so il nome. Ma che importa! Questo non sapere il nome di tante piante, monti, fiori in cui si è immersi è una semplice benedizione.

La meditazione è "egoistica"?

"La meditazione è troppo interiore ed intima!", questa la risposta di un prete in uno scambio con una mia amica. Perchè? Perchè si ritiene che la meditazione sia intima sottintendendo qualcosa di troppo privato o addiritttura egoistico?
E' come se il tempo dedicato alla meditazione fosse in opposizione al servizio per il prossimo. Ma è così? L'amore per il prossimo autentico può essere possibile senza una realizzazione della nostra vera natura, che è Amore?

Eremo dal silenzio

L'esperienza dei giorni, dello stare, di quel lento andare dentro la vita.
Senza pretesa di completezza, un semplice aderire al presente.
Da questo atteggiamento, nel tempo, è sorto Il Sentiero contemplativo, uno sguardo e un modello interpretativo sulla realtà interiore, sull'altro, sulla vita.
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